Sito senza capo ne coda degli amici di Gianluca G

mappa del sito ricerca nel sito ultime novità libro degli ospiti home page

Inferno - Canto Terzo


««   «   1 2 3   »   »»


Inferno - Canto Terzo

dentista Continua la divina commedia rivisitata e corretta dall'estro di Renzo, vi raccomando anche la lettura delle parodie del PRIMO CANTO e del SECONDO CANTO:

"Caro Gianluca, come promesso proseguo nelle parodie della Divina Commedia.
Questa volta il soggetto è il gabinetto del dentista , e spero di avere reso l'atmosfera che vi si respira...

Saluti Renzo Bemporad"




nel terzo canto si parla di una porta che fa sempre un certo effetto attraversare, non è sicuramente la porta dello inferno, ma cagiona comunque un certa dose di apprensione, la porta dello studio del dentista
[Canto terzo, nel quale tratta de la porta e de l'entrata de l'inferno e del fiume d'Acheronte, de la pena di coloro che vissero sanza opere di fama degne, e come il demonio Caron li trae in sua nave e come elli parlò a l'auttore; e tocca qui questo vizio ne la persona di papa Cilestino.]
dentista

 

TERZO CANTO INFERNO

(Dante Alighieri)

'Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l'etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina podestate,
la somma sapïenza e 'l primo amore.

Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate'.

Queste parole di colore oscuro
vid' ïo scritte al sommo d'una porta;
per ch'io: «Maestro, il senso lor m'è duro».

Ed elli a me, come persona accorta:
«Qui si convien lasciare ogne sospetto;
ogne viltà convien che qui sia morta.

Noi siam venuti al loco ov' i' t'ho detto
che tu vedrai le genti dolorose
c'hanno perduto il ben de l'intelletto».

E poi che la sua mano a la mia puose
con lieto volto, ond' io mi confortai,
mi mise dentro a le segrete cose.

 
inferno: CANTO TERZO
- dal dentista

(Renzo Bemporad)

‘Per me ci vo quando che duole un dente
per me ci vo se fa tanto dolore,
ed se ci vo ci trovo tanta gente.

Perizia mosse il suo alto tenore;
e perciò sia d’inverno che d’estate
la somma sua sapienza fa furore.

Dinanzi a lui ci fur cose create
non certo eterne, dette a muso duro.
Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate’.

E questo senso di paura, oscuro
mi prese già sull’orlo della porta
perciò temetti molto pel futuro..

Ed elli a me, come persona accorta:
“Qui si convien lasciare ogni sospetto;
ogni viltà convien che qui sia morta.

Tu sei venuto al luogo maledetto
dove vengon le genti dolorose
ch’hanno perduto il ben dell’intelletto”

E poi che la sua mano alla mia pose
con lieto volto, ond’io mi confortai,
mi mise dentro alla segrete cose.

 
dentista

 
Quivi sospiri, pianti e alti guai
risonavan per l'aere sanza stelle,
per ch'io al cominciar ne lagrimai.

Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d'ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle

facevano un tumulto, il qual s'aggira
sempre in quell' aura sanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira.

E io ch'avea d'error la testa cinta,
dissi: «Maestro, che è quel ch'i' odo?
e che gent' è che par nel duol sì vinta?».

Ed elli a me: «Questo misero modo
tegnon l'anime triste di coloro
che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.

Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.

Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch'alcuna gloria i rei avrebber d'elli».

 
Quivi sospiri, pianti ed altri guai
che già iniziavo nel veder le stelle
perch’io al cominciar ne lacrimai.

Udivo accanto orribili favelle
parole di dolore, accenti d’ira
ed urla accapponavano la pelle.

E in tutto quel tumulto, lui s’aggira
con un sorriso sulla faccia finta
mentre d’intanto con il tubo aspira.

Ed io che di pallor la testa pinta
dissi:”Dottore, che è quel ch’i odo?
E che gent’è che par nel duol sì vinta?”

Ed elli a me: ” Beh si, veniamo al sodo
c’è l’atmosfera triste di coloro
che pagan quest’infamia a questo modo.

Ma non unirti a quest’orrendo coro
se vuoi che i denti tuoi non sian ribelli
lascia tu fare a me com’anco al fluoro.

Io farò che i tuoi denti siano belli
sia pur con una somma affatto lieve;
ma su, non ne facciamo un casus belli.”

 
dentista


Renzo Bemporad - Bagno a Ripoli (Fi)

 



««   «   1 2 3   »   »»


 





 


..


 

Parodie

pagina vista 26798 volte
2 voti media 4.00 su 5

esprimi il tuo voto
Classifica delle 6 parodie letterarie più visitate:



Divina Commedia

divina commedia
Una epica impresa la parodia della Divina Commedia del vate Dante Alighieri: ogni canto viene riproposto e riletto in chiave moderna.
Affrontando in modo ironico e scanzonato quell'inferno che è diventato il mondo che ci circorda.
Un lavoro appassionato ed ispirato di Renzo Bemporad che il sito AmiciGG.it ha l'infinito piacere di ospitare.

le ultime parodie:

Contribuisci anche tu

Hai scritto un racconto, una storia, una parodia, un gioco di parole?
Mandalo sarò lieto di inserirlo.

Non lo hai ancora scritto?
Divertiti a scriverne uno e inviamelo.

Il sito degli amici di Gianluca G.

Pagine aperte recenti:


Ultimo aggiornamento venerdì 23 aprile 2010 alle 17:39