lipogramma in R
Il continuo viavai di oggi mi ha messo ko.
O k? Non so.
Casa dolce casa!
Sono stanca, ma adesso dedico un po' di tempo a me stessa.
Inizio con una tisana calda.
Gelida meglio di no, sennò non ti sana, ma ti scassa.
Un po' di musica new age non guasta:
nel caso l'aggiusto o al più la getto via.
Poi abbasso le luci, evviva le candele!
Mi concedo un bel bagno tonificante.
Finalmente un po' di pace, senza giudice, niente cause né effetti o condoni senza doni.
I miei timpani non odono voci petulanti né squilli di telefono ossessivi.
Questo ciò che penso quando, nel silenzio, odo un tonfo.
Un botto secco.
Poi un lamento.
Il campanello suona e sulla soglia la vicina mi dice:
"Scusi, se la scomodo. Ma mi è caduto il calzino sul suo balcone."
"Pesante il suo calzino!"
"Come osa?"
"Come oso cosa?"
"Lo sa che è una cafona?!"
"Senta, il suo calzino ha fatto un tal botto che quasi sfondava il pavimento."
"Si è fatto male quindi!"
"Chi?"
"Calzino: è vivo?"
"Segue qualche culto esotico o pensa che il calzino abbia un'anima?"
"Già, ma non so se anche dopo un volo di sette piani la possegga."
"Dice cose senza senso.
Io il calzino adesso l'ho sotto i piedi e lei, invece, mette in piedi un tempio!"
"Che scempio! Lei calpesta vilmente un'anima indifesa!"
La discussione continua così un bel po', seguendo vie assai insolite.
Poi, di nuovo quel lamento.
"E' vivo! Evviva!" Esclama la vicina.
Pazza completa, penso.

Il lamento va avanti e un po' più in là, infatti, giace quasi esamine Felice, il compagno della vicina.
Ha tentato il salvataggio.
Adesso Calzino scodinzola accanto al suo umano Felice e Felice bestemmia a causa del suo cane Calzino.
Alla fine, comunque, tutti salvi.
Felici e Calzini.