 | Il primo "vero romanzo" di Primo Levi, con il quale vince nel 1982 sia il Premio Viareggio che il Campiello, è considerato tale, perchè mentre "se questo è un'uomo" e "la tregua" testimoniano esperienze vissute direttamente dall'autore questo è un romanzo realistico ispirato a episodi di cui l'autore ha solo notizie indirette. La vicenda narra le avventure di un soldato dell'armata Rossa, Mendel, ebreo ed orologiaio nella vita civile, la cui unità viene travolta dalla guerra lampo dei nazisti, gli ordini per i soldati russi dispersi, sono di inoltrarsi in territorio nemico e procedere a sabotaggi organizzandosi in bande partigiane, ma gli ebrei sono isolati e guardati con sospetto dagli altri gruppi di partigiani. Mendel incontra un gruppo di partigiani ebrei,che si fanno chiamare Gedalisti, perchè il loro capo si chiama Gedale, si unisce a loro ed intraprende un viaggio attraverso il cuore dell'Europa, in fiamme a causa della guerra che la Germania si avvia a perdere, verso la terra promessa dei suoi avi |
Mendel trovò parole scarabocchiate col carbone su una parete, e chiamò Edek perché le decifrasse. - Sono tre versi di un nostro poeta, - disse Edek. - Dicono così: Maria, non partorire in Polonia, Se non vuoi vedere tuo figlio Inchiodato alla croce appena nato. - Quando li ha scritti, questo poeta? - chiese Gedale. - Non lo so. Ma per il mio paese, qualunque secolo sarebbe stato buono. Mendel taceva, e si sentiva invadere da pensieri smisutati e confusi. Non noi soltanto. Il mare del dolore non ha sponde, non ha fondo, nessuno lo può scandagliare. Eccoli qui, i polacchi, i fanatici della Croce, quelli che hanno accoltellato i nostri padri, e hanno invaso la Russia per soffocare la rivoluzione. E anche Edek è polacco. E adesso muoiono come noi, insieme con noi. Hanno pagato, non sei contento? No, non sono contento, il debito non si è ridotto, è cresciuto, nessuno lo potrà pagare più. Vorrei che non morisse più nessuno. Neppure i tedeschi? Non lo so. Ci penserò dopo, quando tutto sarà finito. Forse ammazzare i tedeschi è come quando il chirurgo fa un'operazione: tagliare un braccio è orribile, ma va fatto e si fa. Che la guerra finisca, Signore a cui non credo. Se ci sei, fa' finire la guerra. Presto e dappertutto. Hitler è già vinto, questi morti non servono più a nessuno. Accanto a lui, in piedi come lui nell'erica sporca di sangue e fradicia di pioggia, Edek terreo in viso lo stava guardando.- Preghi, ebreo? - gli chiese: ma in bocca a Edek la parola "ebreo" non aveva veleno. Perché? Perché ognuno è l'ebreo di qualcuno, perché i polacchi sono gli ebrei dei tedeschi e dei russi. Perché Edek è un uomo mite che ha imparato a combattere; ha scelto come me ed è mio fratello, anche se lui è polacco e ha studiato, e io sono un russo di villaggio e un orologiaio ebreo. Mendel non rispose alla domanda di Edek, e Edek continuo: - Dovresti. Dovrei anch'io, e non sono più capace. Non credo che serva, né a me né ad altri. Forse tu vivrai ed io morrò, e allora racconta quello che hai visto sui monti della Santa Croce. Cerca di capire, racconta e cerca di far capire. Questi che sono morti con noi sono russi, ma sono russi anche quelli che ci strappano il fucile dalle mani. Racconta, tu che aspetti ancora il Messia; forse verrà per voi, ma per i polacchi è venuto invano. Sembrava proprio che Edek rispondesse alle domande che Mendel poneva a se stesso, che gli leggesse nel fondo del cervello, nel letto segreto dove nascono i pensieri. Ma non è così strano, pensò Mendel; due buoni orologi segnano la stessa ora, anche se sono di marche diverse. Basta che partano insieme.
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