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Sito senza capo ne coda degli amici di Gianluca G
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Cosa è un Tautogramma AUTOGRAMMAVi piacciono i tautogrammi? Si chiamano così i componimenti (dalle frasi più elementari ai saggi più raffinati) in cui tutte le parole incominciano con la stessa lettera. Confessione : Mi sono innamorato improvvisamente di questa Arte (è un’arte ve lo assicuro) leggendo il seguente proverbio: Se soriano spericolato sottrarrà strutto, servirà stampellina. Avanti su, non è difficile. Poi la memoria è andata subito ad un saggio in cui Umberto Eco, ispirandosi ad un testo preesistente l’ha ritrascritto in maniera geniale. Con calma! Lo trovate nella collezione qui. E da allora la febbre mi divora costringendomi a ricerche, raccolte, trascrizioni, copiature, vere e proprie rapine a piene mani, adattamenti e modeste creazioni. Per quanto possibile ho cercato di riportare sempre l’autore, e la fonte, ma molti capolavori sono purtroppo anonimi. A tutti coloro che hanno sparso per il mondo questi piccolo prodigi, vada la nostra più sentita riconoscenza. Euterpe48 "Veni, vidi, vici" (Venni, vidi, vinsi) è il celeberrimo messaggio con cui, secondo Plutarco, Cesare comunicò al Senato la sua vittoria su Farnace re del Ponto: tre semplici parole che, nella loro sinteticità, esprimevano in modo perfetto quanto rapida e facile fosse stata quell'impresa. Ma Cesare volle rendere il suo annuncio ancor più prezioso sul piano linguistico, scegliendo tre parole che iniziano tutte con la lettera V. Quando un accorgimento del genere si applica in una frase di maggiori proporzioni, ovvero in una poesia, si può allora parlare di "tautogramma", un genere che, dopo essere stato frequentemente usato nella latinità, si ritrova più raramente nelle epoche successive. L'esempio più noto è senz'altro quello di un verso di Ennio, venerato come il "padre" della poesia latina, che nel suo monumentale poema epico "Annales" celebra la storia di Roma dalle origini sino ai tempi dell'autore (239-169 a.C.). In un passo degli "Annales" egli cita Tito Tazio, leggendario re dei Sabini che prese le armi contro Roma per vendicare il ratto delle donne del suo popolo, così dicendogli "O Tite, tute, Tate, tibi tanta, tyranne, tulisti" ("O re Tito Tazio, quanti travagli hai tu dovuto sopportare"). Tutte le parole di quel verso, salvo il vocativo O, iniziano con la lettera T. Le storie letterarie ci indicano alcuni poeti, tra cui Clément Marot (uno dei "grands rhétoriqueurs"), il secentista Ludovico Leporeo ed il contemporaneo Jacques Prévert, quali autori di tautogrammi, anche se in brevi segmenti. Altri autori, anche se attualmente quasi del tutto dimenticati, hanno compiuto invece nel campo del tautogramma vere e proprie imprese poetiche, che li rendono degni di una nostra ammirata citazione:
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