Non chiamatela solo passione: quella per Jannik Sinner è diventata una vera e propria febbre dell’oro che sta riscrivendo le gerarchie del piccolo schermo.
Con l’azzurro che macina vittorie (l’ultima, pesantissima, a Montecarlo), il tennis è passato da sport di nicchia a terreno di scontro tra i giganti del broadcasting.
Al centro del ring ci sono gli Internazionali d’Italia 2026, pronti a trasformare il Foro Italico in un teatro di ascolti record dal 28 aprile al 17 maggio.
Il presidente della FITP, Angelo Binaghi, non usa giri di parole: l’obiettivo è il “grande slam” economico e sportivo. Si punta a sfondare il tetto delle 400 mila presenze e a generare un impatto da un miliardo di euro sul territorio.
Ma la vera partita si gioca nelle stanze dei bottoni tra Cologno Monzese e Viale Mazzini, dove il “Biscione” sembra intenzionato a fare piazza pulita della concorrenza.
Il colpaccio del Biscione e il paradosso Rai: mondiali senza Italia, tennis senza diritti
Dopo essersi blindata le ATP Finals di Torino, Mediaset punta ora a scippare anche Roma. Secondo le ultime indiscrezioni, Pier Silvio Berlusconi starebbe trattando serratamente con Sky per portare in chiaro un match al giorno degli Internazionali.
Un’operazione che consoliderebbe il primato di Mediaset come nuova “casa del tennis free“, lasciando la Rai a osservare dalla panchina.

Per la TV di Stato, il quadro si fa delicato mentre si delinea un quadro di paradosso più che servito: mentre Mediaset si gode l’onda dell’azzurro, la Rai si ritrova a gestire l’oneroso macigno dei Mondiali di calcio di giugno (70 milioni di investimento), una competizione orfana della Nazionale che rischia di trasformarsi in un deserto di ascolti rispetto ai numeri stellari che garantirebbe oggi una racchetta in mano a Jannik.








